C’era una volta…la scuola Gabelli

Lunedì siamo tornate a trovare i bambini della seconda delle scuole Gabelli per continuare a progettare la ‘Scuola che vorrei’. Ma prima di pensare alle Gabelli future, ci siamo concentrati sulle Gabelli del passato: grazie ai documenti d’archivio, alle fotografie e ai racconti di chi le ha frequentate abbiamo ricostruito com’erano le aule, il giardino, la piscina, ma anche le attività, i giochi, le lezioni, gli insegnanti…

Giulia ci porta il ricordo della mamma:

“Mi piaceva molto il giardino perché era grande e ben curato. Le aule erano grandi ed ogni bambino aveva un proprio armadietto. Mi piaceva la piscina e mi piaceva l’aula di musica.”

La mamma di Leonardo si ricorda invece che i bambini giocavano nel bellissimo giardino a guardie e ladri e Manrico ci riporta alcuni ricordi del giardiniere e degli insegnanti:

Foto Archivio Storico Comune di Belluno

 “Il giardiniere ‘Nenz’, la cucina dove si facevano la polenta e il castagnaccio; l’alza e l’ammaina bandiera atto ogni giorno da un alunno e da un’alunna insieme, la sala musica con gli spalti, il pianoforte del maestro Prosdocimi, la maestra d’Ambros con Pierina Boranga e il direttore Lorenzi; la segretaria con i piedi piccolissimi; la festa degli alberi sul Col di Roanza; come si mettono le mani in prima e in seconda; il calamaio pieno d’inchiostro con il bidello che lo riempiva e le macchie sulla carta assorbente e sulle dita”

O ancora c’è chi ci racconta dell’orto:

“La cosa che più è piaciuta a mia zia alla Gabelli vecchia è stato che la sua classe coltivava un bell’orto. C’era il crescione e anche i ravanelli. I bambini potevano raccoglierli e mangiarli in classe o portarli a casa con dei sacchettini. I bambini amavano molto il grande giardino con i suoi bellissimi alberi e soprattutto con il loro amato orto. A mia zia piacevano anche molto gli ampi corridori che portavano alle classi.”

Foto Archivio Storico Comune di Belluno

 

Sara ci riporta i ricordi del papà, del nonno e della zia:

” A mio papà piaceva tanto il giardino perché era molto grande e curato dal giardiniere”

“A mio nonno piaceva la terrazza della sua aula perché era grande e si poteva vedere tutto il giardino”

“Alla zia piaceva il giardino e in autunno si raccoglievano le foglie e un anno hanno fatto con l’uva il mosto schiacciato con i piedi”

Angelica invece scrive:

“Della vecchia scuola Gabelli la mamma si ricorda le classi grandi dalle vetrate luminose. Ogni classe faceva il proprio orticello. La classe di musica con il pianoforte e tanti strumenti. La zia delle vecchie scuole Gabelli si ricorda che era grande, con tanti bambini e un grande parco.”

Anna Giorgia ci racconta:

” La mamma si ricorda che c’era la maestra di matematica molto severa, ma brava nella sua materia. C’era la maestra d’inglese che era un po’ particolare, ma simpatica. Le piaceva molto suonare il flauto e cantare con la maestra di musica. La zia si ricorda che quando entrava in classe la direttrice Boranga tutti dovevano alzarsi in piedi. C’era una maestra che insegnava a coltivare la terra. Una volta alla settimana il maestro Prosdocimi faceva cantare le canzoni. La mia bisnonna Erminia faceva la bidella. Mio zio si ricorda che aveva una maestra di italiano che si chiamava Adimara ed era molto severa, ma brava a spiegare. Mio zio si ricorda anche che la sua maestra di matematica era molto simpatica, ma lo era di meno se non si portavano i compiti svolti. Si ricorda anche il grande cortile pieno di pigne e di viti e l’atrio che davanti era collegato al piano superiore dove c’erano le classi degli alunni.

Foto Archivio Storico Comune di Belluno
Ma anche la maestra Sandra ci porta i suoi ricordi di quando ha insegnato nelle scuole Gabelli:
” Le aule sono grandissime e alte, con i finestroni che permettono di guardare bene il giardino. In primavera si vedono gli alberi in fiore e tantissimi uccelli in movimento.
I corridoi sono lunghissimi, si possono far fare le corse ai bambini, a turno, per riposarsi e ricaricarsi. L’atrio del piano terra è enorme, si possono far cantare i bambini e anche farli giocare tra una lezione e l’altra.
In fondo ad un corridoio del primo piano c’è l’aula di pittura; ci sono lunghi tavoloni per appoggiare i fogli, colori e pennelli….e i lavandini per lavare con cura il materiale utilizzato.
C’è una grande aula di musica dove poter cantare in coro sulla gradinata e poter danzare per lo spazio disponibile.
A ricreazione i bambini possono giocare nel bellissimo giardino, ogni classe ha a disposizione un grande spazio. In giardino si può fare educazione fisica senza disturbare gli alunni delle altre classi. Uno dei giochi più belli?  Nascondino dietro gli alberi!
E l’albero più bello? Un maestoso faggio, da osservare, abbracciare e salutare insieme con un girotondo. e La biblioteca? Ci si può comodamente sdraiare sui cuscini colorati e leggere da soli o in compagnia.”
La maestra Barbara invece ci racconta che non ha frequentato la scuola primaria alle Gabelli ma:
“Ho avuto la fortuna per 2 anni di fare il corso di nuoto là nel pomeriggio.  La mamma ci accompagnava ed entravamo nel grande atrio della scuola e scendevamo una rampa di scale quasi ‘segreta’ per arrivare nei sotteranei. Mi ricordo un lungo corridoio poco illuminato che portava agli spogliatoi, dove c’erano delle strette panche per cambiarsi e gli asciugacapelli scendevano dal basso soffitto (sembravano dei serpenti appesi agli alberi!). Tutto il corridoio odorava di cloro. Una porta permetteva di entrare nello stanzone in cui si trovava la piscina; la pavimentazione era di colore giallo scuro e girava tutto attorno alla vasca. Lungo una parete erano situate alcune docce e la piscina rettangolare che a me sembrava enorme, aveva le piastrelline azzurre. Si scendeva la scaletta laterale e si entrava nell’acqua tiepida. Da una parte l’acqua era bassa, si toccava con i piedi, mentre dall’altro lato non si toccava perché il fondale pian piano scendeva. C’era un viavai di mamme, papà e bambini”.

Emma ci racconta i ricordi del papà e ci porta anche dei preziosi oggetti: un quaderno, fotografie e il ‘Notiziario di collegamento scuola famiglia’.

“Le scuole Gabelli mi piacevano perché la mia classe si affacciava sul bellissimo giardino. La maestra apriva la porta verso la terrazza e noi scendevamo le scale e correvamo liberi per il giardino. I lunghissimi corridoi avevano pavimenti in marmo lucido e quando le maestre non ci guardavano facevamo a gara a chi scivolava più lontano. Giocavamo a guardie e ladri sotto la pergola della vite americana e si saliva sulle panche per sfuggire in zona bandus”.

Le fotografie sono parte del fondo conservato nell’Archivio Storico del Comune di Belluno.

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